Sunday 16. June 2019

Ricordi e riconoscenza per i doni ricevuti

Siamo in grado di divulgare la “lettera agli amici” trasmessa da Erna Putz, biografa ufficiale di Franz Jägerstätter e amica di Franziska, in occasione del santo Natale.

 

La foto che segue è stata scattata il giorno del funerale di Franziska, il 23 marzo scorso

 

Dopo aver vissuto per molti anni nel paese di Ostermiething, a pochi km da St. Radegund, Erna si è trasferita a Ohlsdorf, suo paese di nascita (nella zona più ad est dell’Austria superiore), accanto ai parenti e vicino all’ex parroco di Ostermiething, don Alfons. Si deve a lei, in realtà, la promozione della figura di Franz soprattutto nella chiesa locale di Linz. Senza il riconoscimento della diocesi, non sarebbe stata possibile la diffusione su scala mondiale, come è oggi. La sua azione è stata essenziale per i sapienti e costanti contatti con tutti gli ambienti sociali ed ecclesiali, anche quelli più refrattatari ad accettare una testimonianza che rimette in discussione un passato ancora troppo ingombrante per la cultura e il sentire comune in Austria. Per oltre 30 anni ha seguito da vicino la ricerca storica e ha coltivato la relazione con Franziska. La sua tenacia è stata certamente un fattore essenziale per il buon esito della causa di beatificazione. Ha pubblicato diversi volumi sulla vicenda di Franz e Franziska.

La traduzione dal tedesco del testo che segue è di Lucia Togni.

 
Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici.
Su di lui si poserà lo spirito del Signore,
spirito di sapienza e di intelligenza,
spirito di consiglio e di fortezza,
spirito di conoscenza e di timore del Signore.

Il lupo dimorerà insieme con l’agnello.
il lattante si trastullerà sulla buca dell’aspide.

Questo passo (tratto dal cap. 11 del Libro del profeta di Isaia) è importante per me in questo Avvento. Forse può essere ricondotto alla situazione della nostra Chiesa: chi avrebbe detto che il nuovo Papa avrebbe mandato dei messaggi così pregnanti e impegnativi! Francesco I rappresenta una potente provocazione, grazie alla quale ancora una volta si afferma che lo stile di vita del singolo è parte costitutiva della sua testimonianza ideale e valoriale.

 

Care amiche,
Care amici,


ripensare all’anno trascorso mi rende davvero molto riconoscete. Ci sono stati preziosi incontri e anche addii per i quali mi sento di dovere essere grata.

Franziska Jägerstätter ha compiuto100 anni il 4 marzo. Ha gradito molto gli auguri (stava relativamente bene, quando l’ho salutata mi ha detto “Hai le mani fredde” e dopo mezz’ora, quando mi sono congedata, ha detto “Ora le tue mani sono di nuovo calde”). Quattro giorni dopo ha perso conoscenza e il 16 marzo si è spenta in pace. Da parte delle autorità austriache ci sono stati significativi segnali di stima nei suoi confronti.

Quest’anno sono morte anche due sorelle di mia madre. Zia Anni è morta a 80 anni dopo lunga malattia e molte sofferenze. Pochi giorni prima della morte ha voluto raccogliere i suoi parenti attorno a sé: abbiamo pregato, lei ci ha donato dei ricordi: non poteva più parlare ma ci ha consolati tutti. Nella mia famiglia ho potuto e posso imparare a vivere e a morire. Sono davvero felice di essere qui a Ohlsdorf vicino ai miei fratelli.

Le manifestazioni per il 70° anniversario di Franz Jägerstätter sono state occasione di begli incontri.

Si è iniziato a Vienna nella casa del card. König con l’incontro dal titolo “Non si diventa santi da soli”. Anche i giovani presente si sono messi in discussione rapportandosi a Franz e Franziska.

Nella caserma di Enns il vescovo Werner ha benedetto un bassorilievo di Franz, opera dello scultore Christian Koller.

 

Anche in Svizzera ci sono stati momenti di commemorazione. Il parroco Andreas Gschwind ha organizzato a Kappel una conferenza e una mostra della Biblioteca per la pace di Berlino (in autunno un conoscente mi ha detto di averla visitata e di esserne rimasto molto colpito); Heinz Arbogast e Walter Signer hanno installato una mostra al “Bruder Klausen Museum” a Sachsel, con un ricco programma di contorno. Pochi anni fa, durante la sua ultima visita a Sachsel, Heinz e Walter avevano donato a Franziska una statua a grandezza naturale che rappresenta una madre con tre bambini piccoli. Davanti alla figura, Franziska aveva esclamato: “Sì, era proprio così, io da sola con tre bambine”.

Il 21 maggio ha visto vecchi e nuovi amici del beato Franz ritrovarsi a Linz per l’anniversario della nascita (1907). Le relazioni di Manfred Scheuer, Gernot Lehner, Renate Bauinger e Thomas Schlager-Weidinger sono state interessanti e altrettanto buoni ho ritenuto i lavori degli studenti. Anche i ragazzi di Ostermiething hanno presentato una loro proposta.

All’inizio di luglio c’è stata la prima del lavoro teatrale di Felix Mitterer su Jägerstätter nella città diHaag. Al grande successo dell’opera hanno concorso il ricco programma di contorno organizzato dal comune e dalla parrocchia, una mostra della Biblioteca per la pace di Berlino e un lavoro delle scuole sui testi di Franz Jägerstätter.

La commemorazione nel giorno della morte a St. Radegund il 9 agosto di ogni anno è in buone mani, grazie all’impegno di Uschi Teißl-Mederer e di Elisabeth Jungmeier (entrambe di Pax Christi Austria). Anche a Berlino e a Brandeburg am Havel ci sono state commemorazioni l’8 e il 9 agosto, per iniziativa di Lothar Eberhardt. Nell’istituto culturale austriaco di Berlino si è parlato della recezione di Franz Jägerstätter. A Brandeburgo Sylvia de Pasquale, la nuova direttrice del sito per la memoria di Franz Jägerstätter è stata un’ottima collaboratrice nella pianificazione e nella conduzione delle manifestazioni.

Nel momento della morte ci siamo riuniti nel luogo dell’impiccagione. La segretaria di Stato, Trochowski, ha illustrato l’importanza del martire, che va ben al di là dell’ambito austriaco o della Chiesa. La festa e la messa della sera hanno raccolto persone che lavorano nella stessa direzione, ma che ancora non si conoscevano. Degna di segnalazione è stata la presenza della signora Imgard Sinner, la figlia del giudice che ha condannato a morte Franz. Lei è, per quanto ne so, l’unica parente di un legale nazista che ha messo in discussione l’operato del proprio padre.

 

Il pellegrinaggio a Richtberg-Taferl nel giorno della beatificazione, il 26 ottobre, è stato quest’anno dedicato a Franziska. Per il 2014 è già programmato: p. Hannes König ha già dato conferma della sua presenza alla celebrazione.

Martin Steinacher, un giovane storico, ha organizzato a Monaco un simposio su Maurice Bavaud, combattente delle resistenza di origini svizzere. Oltre agli interventi (di buon livello), mi ha colpito come lo studente abbia organizzato il tutto, addirittura, con l’aiuto della madre, compreso uno splendido buffet.

In autunno è stato aperto un nuovo centro cultuale a Ostermiething: Alfons ed io siamo stati invitati. È stato un giorno di incontro con moltissime persona, si sentiva nell’aria una grandissima cordialità. Altrettanto bello è che cresca anche il profondo legame con gli abitanti di Reindlmühl, la chiesa dove Alfons celebra la messa ogni domenica.

Per quanto riguarda i miei affetti familiari, sono felice di come la mia figlia adottiva Maria si è realizzata come madre di famiglia e come insegnante. I bambini sono una gioia, ma è importante anche l’impegno di Maria, che va oltre la propria famiglia.

Mio figlio adottivo Peter è felicemente padre di un bimbo di 6 mesi; quest’anno ha terminato con successo la formazione come operatore di assistenza agli anziani. Sono contenta perché penso che ciò che vale nella mia vita è il fatto di essere stata utile a qualcuno per venir fuori da situazioni difficili e da posizioni che sembravano di svantaggio.

Mentre sto scrivendo questa lettera mi ha chiamato il vescovo Ludwig e mi ha detto che il 23 dicembre mi avrebbe conferito l’Ordine papale di San Silvestro. Sono perplessa che venga dato solo a me perché il premio andrebbe condiviso con tante persone: il fatto che il caso Jägerstätter si venuto alla luce non è merito mio, ma di tutti coloro che hanno pensato, agito e si sono interessati.

Resta il fatto che questa o­norificenza ha una lunga storia e che viene conferita alle donne da soli 20 anni. Il fatto che io, proveniente da una famiglia semplice, senza una posizione professionale o sociale di rilievo, riceva questo Ordine mostra quali possibilità vi siano ora nella chiesa e nella società. Anche questo mi rende soddisfatta e riconoscente.

Molti chiedono notizie sulla mia salute. Ebbene, pur sempre sotto numerosi controlli, posso dire di star bene: un altro motivo di riconoscenza!

 

Auguro a tutti un Natale benedetto, in cui si possibile fare l’esperienza vivente della venuta di Gesù.

 

Vostra Erna

Ohlsdorf, 15 dicembre 2013

 

(Quelle: Giampiero Girardi, gec)

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